SETTEMBRE… IL MOMENTO DEL RIENTRO A SCUOLA

RIENTRO A SCUOLA PREOCCUPAZIONI GENITORI
Settembre 3, 2020
Categoria: SCUOLA

Si avvicina la data di inizio del prossimo anno scolastico e questo accende le preoccupazioni dei genitori. Ai soliti temi legati al rientro, quest’anno si aggiungono nuovi motivi di preoccupazione che riguardano la COVID-19 e la conseguente gestione del rischio sanitario e della frequenza a scuola.

Ma ancora prima di tutto questo, dopo mesi passati lontani da scuola, la prima preoccupazione dei genitori è una: come faremo a rimandare a scuola i bambini dopo tutto questo tempo?

Dopo mesi in cui si sono disabituati ai ritmi e alle ruotine che riguardano la giornata scolastica, come riusciremo a farli svegliare e preparare in tempo per essere a scuola in orario? Come si troveranno in classe, con i compagni, dopo essere stati in compagni dei genitori e dei nonni per tanto tempo?

 

Il segreto è la routine

È vero, una delle soluzioni che tiene in piedi il delicato equilibrio tra lavoro dei genitori e scuola dei bambini è la routine. Quella regolarità di orari e comportamenti che rende automatici alcuni passaggi e facilita la gestione quotidiana.

Se il genitore è bravo a stabilire una ruotine nel corso dell’anno scolastico, arriverà alle vacanze di Natale con la sensazione di avere più o meno l’organizzazione della giornata sotto controllo. Ma a volte bastano le vacanze di Natale per perdere le “sane vecchie abitudini”.

 

E allora che succederà adesso, dopo sei mesi di pausa dalla scuola?

Quello che succede è che i bimbi dovranno abituarsi di nuovo alle attività e ai tempi della scuola e i genitori dovranno armarsi di tanta pazienza.

La ricerca scientifica e l’esperienza indicano che ci vogliono almeno due settimane di pratica costante perché una routine sia automatizzata, ossia diventi un’abitudine.

 

Basteranno due settimane?

I genitori possono cercare di preparare il terreno per fare in modo che il bambino si adatti alle richieste del contesto scolastico senza troppo stress.

  1. Gestire gli orari

Una prima cosa che progressivamente si può fare è quella di gestire gli orari di sonno, veglia e pasto dei bambini, in modo che siano il più possibile adatti a quelli che dovrà mantenere quando andranno a scuola. Se in questo periodo il bambino ha cominciato a svegliarsi tardi, fare colazione tardi o saltare la colazione in favore del pranzo, e conseguentemente andare più tardi a letto la sera, è il momento di riparare.

Piano piano bisognerà ricominciare a svegliarsi allo stesso orario in cui bisognerà farlo quando sarà ora di andare a scuola, e regolare di conseguenza tutto il resto.

  1. Riprendere familiarità con i materiali della scuola

Preparare lo zaino, comprare il diario, andare a scegliere il grembiule saranno attività di preparazione che permetteranno al bambino di familiarizzare con l’idea che la scuola sta per ricominciare.

Riguardare i quaderni o i lavoretti dello scorso anno, riparlare delle cose fatte a scuola o degli insegnanti, tutte queste cose renderanno la scuola presente e concreta nella mente del bambino.

  1. Non passare dalla casa al mare alla scuola

Il bambino dovrà riabituarsi prima al contesto di casa, che è diverso da quello della casa di vacanze o della casa dei nonni, e poi alla scuola. È sempre bene non sovrapporre le due cose e dargli il tempo di gestire prima una e poi l’altra.

  1. Mettere in conto proteste capricci e cattivi umori

Non sarà facile per i bambini riprendere la scuola. Hanno dovuto interrompere l’anno scolastico scorso senza preavviso e senza saluti, dietro la minaccia di una malattia che a seconda della loro età hanno capito come hanno potuto.

Torneranno e troveranno tutto diverso: classi più gradi, banchi nuovi, stanze usate in modo diverso, mascherine, termometri e gel disinfettante. La scuola per loro è un ambiente familiare, dove trascorrono molto tempo. Fermiamoci a pensare a come si possono sentire nel vederlo completamente trasformato.

  1. Ascoltare

Ascoltare i bambini, dare loro tempo, aspettare che trovino gli strumenti per raccontare che cosa pensano e come si sentono. Questo sarà fondamentale. Un genitore che capisce come si sente il proprio bambino e di che cosa ha bisogno, riuscirà a rispondere in modo più efficace.

Non sarà facile per nessuno, ma i genitori possono dare sostegno e aiutare i bambini a adattarsi a nuove situazioni e a nuovi contesti.

Muoversi per tempo e predisporre il rientro può aiutare.

Il genitore si sentirà di aver attivamente aiutato il suo bambino a tornare a scuola. In classe se la dovrà cavare da solo, ma a casa ci sarà qualcuno pronto ad ascoltare e a spiegare.

 

Sarà però molto importante tenere gli occhi aperti per individuare eventuali disagi del bambino o difficoltà nella gestione delle emozioni. Situazioni di difficoltà che non si risolvono entro le prime settimane o il primo mese, comportamenti che non sono “tipici” del bambino, possono richiedere il supporto di un professionista.

 

 

 

Dott.ssa Sara Zaccaria

Psicologa, psicoteraputa cognitivo-comportamentale e mamma. Ogni giorno cerca di trovare un equilibrio tra queste tre componenti, variandone il peso in base alle necessità. Da oltre 15 anni si occupa di apprendimento, e delle problematiche ad esso associate, offrendo supporto a bambini, famiglie e insegnanti con l’obiettivo di favorire l’adattamento scolastico e promuovere il benessere in età evolutiva. Ha svolto numerosi interventi formativi nell’ambito e coordina da anni progetti di screening per i Disturbi Specifici dell’Apprendimento. Lavora con bambini e ragazzi per aiutarli ad affrontare e a gestire problematiche di natura emotiva e comportamentale ed ha una vasta esperienza nel campo della psicodiagnosi. È autrice di numerose pubblicazioni di carattere scientifico e divulgativo.

Altri post che potrebbero interessarti

DIDATTICA A DISTANZA

DIDATTICA A DISTANZA

Finchè DAD non ci separi  Il rientro a scuola post Didattica a Distanza: luci e ombre su questa esperienza di scuola a casa, e spunti per una ripresa consapevole  Sembra lontano il periodo in cui lo Smart Working e la DAD (Didattica a Distanza) sono entrati di...

IL DRAMMA DEI COMPITI ESTIVI

IL DRAMMA DEI COMPITI ESTIVI

I compiti estivi sono un dramma o un modo per educare? Tutti i genitori durante le vacanze estive vivono il problema dei compiti delle vacanze. I bambini sono stanchi e non hanno più voglia di applicarsi, preferiscono giocare o stare sulla spiaggia piuttosto che...

Form contatto Dott.ssa Sara Zaccaria

Privacy:

Commenti

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Iscrizione Newsletter

Iscrizione Newsletter

Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere in tempo reale le ultime novità.

Privacy

Grazie! Iscrizione avvenuta.

Pin It on Pinterest

Share This