Quando due genitori decidono di separarsi sanno che la decisione non riguarderà solo la coppia ma anche la famiglia.
Prima ancora di entrare nei dettagli della gestione della separazione, di stabilire gli aspetti pratici e logistici, la questione più urgente da gestire è la comunicazione della notizia ai bambini.
Come dirlo? Che cosa dire? Quanto spiegare?
In questa fase i genitori devono mostrare sufficiente serenità e maturità e capire che ai bambini vanno comunicate solo certe informazioni, nel modo più chiaro possibile per loro, in considerazione della loro età.
Bisogna accantonare i motivi che hanno portato alla scelta della separazione e mostrarsi come un fronte unico, che nonostante tutto continua ad essere famiglia.
Per i genitori è ovviamente un momento difficile, perché stanno affrontando la fine di un rapporto e questo richiede spazio personale e tempo per comprendere e accettare le conseguenze della separazione.
Ci sono i bambini però. E a loro va detto. L’obiettivo non deve essere dirglielo il prima possibile, magari di fretta e sull’onda dell’emozione del momento. Va detto nel modo più giusto, perché le informazioni che vengono date e il modo in cui vengono comunicate sono aspetti che hanno un impatto molto importante sulla gestione futura delle relazioni famigliari.
Dire la verità 
Sembra banale, ma il punto chiave da tenere sempre in mente è che ai bambini va detta la verità. Questo non significa condividere con loro informazioni che riguardano solo la dimensione di coppia, ma essere sinceri, diretti e chiari rispetto alle informazioni che riguardano loro direttamente.
Come cambierà la loro vita? Dove vivranno? Con chi andranno in vacanza?
Questi sono gli aspetti concreti che vanno comunicati con grande chiarezza. I genitori devono aver stabilito un piano e presentarlo ai bambini come qualcosa di condiviso, ma sufficientemente flessibile per adattarsi alle esigenze di tutti.
In questa fase è importante aiutare i bambini ad immaginare la propria vita, anticipare le cose che cambieranno e rassicurare su quelle che resteranno uguali. Può essere utile fare degli esempi su situazioni quotidiane, come la gestione degli impegni scolastici, il pranzo della domenica, la partita di calcio o le lezioni di danza.
Questo aiuterà i bambini ad avere dei riferimenti concreti. I cambiamenti che vengono prospettati saranno allora meno astratti e più facili da immaginare e da capire.
Le routine sono utili ai bambini perché creano un senso di stabilità e sicurezza e, in questo modo, quello che viene proposto loro potrà sembrare una nuova routine, un modo diverso di fare le stesse cose.
Non cercare di indorare la pillola
In alcuni casi, nel tentativo di proteggere i bambini, i genitori scelgono di dire una mezza verità, o dire le cose un po’ alla volta, sperando che per loro sia più semplice gestire la situazione. Peggio ancora dire “Il papà e la mamma per un po’ non vivranno più insieme. Poi vediamo come vanno le cose”.
Questo crea confusione per i bambini. Questo crea false aspettative e lascia le cose in sospeso. Queste sono le condizioni che i bambini non riescono a gestire. Il tutto si tradurrà in “Un po’ di tempo? Quanto è lungo un po’ di tempo”, “Se dimostro che le cose come stanno non mi vanno bene? Torna tutto come prima?”, “Non è importante se le cose non vanno bene, magari tra un po’ il babbo torna a casa con noi”.
Essere sinceri per conservare un rapporto di fiducia
Nel tentativo di aiutare i bambini, evitando di dare una prospettiva realistica e sincera della situazione, non si danno loro gli strumenti per avere un’idea chiara della loro vita nel prossimo futuro. Vuol dire renderli impreparati rispetto alle cose che dovranno affrontare.
In queste situazioni i bambini possono sentirsi traditi e ingannati dai genitori. Può venire meno il rapporto di fiducia nel momento in cui un genitore si lascia scappare un “poi vediamo” quando in effetti non c’è niente da vedere e da aspettare.
Essere sinceri, aperti e disponibili a rispondere alle domande crea un contesto di fiducia in cui anche il bambino potrà usare la stessa apertura e fiducia quando vorrà dire qualcosa ai suoi genitori, o chiedere aiuto per affrontare un problema.
Non caricare il bambino di ciò che non può affrontare
A volte quando un rapporto finisce, uno dei due membri della coppia spera in una riconciliazione. È comprensibile. Il punto è che questo non va condiviso con i bambini. Se effettivamente la coppia si riunisse sarebbe un nuovo evento, che come tale andrebbe gestito e affrontato, ma l’attesa, la speranza, più o meno disillusa, non devono far parte della dimensione del bambino.
Un figlio non può far riconciliare una coppia che ha deciso di separarsi, e dunque non è giusto che venga coinvolto nella condivisione di un sentimento che è fuori dal suo controllo e dal suo campo di azione.
Rimanere famiglia
Al di là di tutti gli aspetti concreti, il messaggio che deve essere comunicato è che la famiglia rimane. Non sarà la stessa, ci saranno tempi diverse, case diverse e vacanze diverse, ma il papà rimarrà sempre papà e la mamma sempre mamma, e insieme si prenderanno cura dei loro bambini, come hanno sempre fatto.
Questo è il messaggio che ai bambini va dato, che farà loro percepire una continuità e non una rottura rispetto alla vita che conoscono e hanno vissuto fino a quel momento.
Per la mamma e il papà potrà essere difficile, potrà non essere quello che pensano nel momento in cui si affacciano alla separazione, ma gli aspetti personali vanno affrontati e discussi in altra sede, non davanti ai propri bimbi. In questo modo, eserciteranno con maturità e efficacia il proprio ruolo di genitore, e questo è un ottimo indicatore per il benessere futuro di tutti i membri della famiglia.
AUTORE: Dott.ssa Sara Zaccaria





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