CONOSCI TE STESSO CONOSCI GLI ALTRI

psicologo firenze conosci te stesso
Ottobre 12, 2020
Categoria: FAMIGLIA

Capire chi siamo: un problema utile

Lo sviluppo dei ragazzi si fonda sulla capacità di mettere in discussione le proprie certezze, i propri principi e i propri criteri: prima o poi, infatti, questi finiranno per cozzare con le tante situazioni e i contesti in cui vengono applicati, tra scuola, tempo libero, conoscenze reali o digitali.

Cambiare, però, non è affatto facile: ci sentiamo al sicuro riparati dietro ai nostri solidi principi inattaccabili, dietro alle nostre opinioni ben radicate e certamente non ci fidiamo delle novità delle quali non conosciamo tutte le conseguenze. Preferiamo rimanere arroccati in un pensiero rigido e rischiamo di non accorgerci quanto sia importante evolverci.

 “Cosa vorresti fare da grande?”

La mancanza di apertura al cambiamento crea un grande ostacolo al processo di crescita dei ragazzi: la mancanza di consapevolezza/conoscenza di sé.

Un buon esempio per spiegare di cosa si tratti è la situazione in cui i ragazzi non sanno rispondere alla domanda: “cosa vorresti fare da grande?”.

La risposta a questa domanda, lungi dall’essere una risposta definitiva, dovrebbe fare appello ai ragionamenti, all’immaginazione, ai desideri di benessere e realizzazione dei ragazzi: rimaniamo sempre un po’ spiazzati quando, pur insistendo, affermano di non saper rispondere.

 Se conosci te stesso puoi conoscere il mondo

Per abitare questo mondo è importante, prima di tutto, conoscere se stessi.

Si tratta di un vero e proprio atteggiamento che può accompagnarci tutta la vita, come diceva il filosofo greco Socrate circa 2500 anni fa, rendendola assai più ricca e virtuosa.

La domanda: facile da utilizzare, grossi vantaggi!

Per metterlo in atto, è importante utilizzare un strumento molto semplice: la domanda. La domanda serve per l’appunto a mettere in discussione ciò che in un momento ci risulta certo e inattaccabile…senza tuttavia abbandonarlo del tutto, innescando sempre nuove riflessioni.

 

Le domande su noi stessi ci consentono, in sintesi:

  1. di vedere noi stessi da altri punti di vista;
  2. di cambiare opinione in merito alle nostre idee, criteri, giudizi, etc…;
  3. nonostante tutto decidere, con il supporto di questi nuovi ragionamenti, di non variare alcunché;

 

Tutti quei perché?, come mai?, per quale ragione? connessi ai nostri giudizi sono importantissimi! La domanda, per sua stessa definizione, ricercano qualcosa che ancora non conosciamo, qualcosa di nuovo: dovremmo insegnare ai ragazzi a non aver paura di ciò che non si conosce e abituarli a ri-scoprire costantemente il proprio modo di ragionare, di percepire e dare un senso alle emozioni, di vivere le relazioni con gli altri. Il risultato di questo esercizio costante, proprio come nello sport, è lo sviluppo di una solida base dalla quale i ragazzi possano riuscire a crescere costantemente, sviluppando criticamente approcci sempre più maturi.

 

Il risultato? Un po’ di sano benessere!

Vivere il mondo, ricordiamolo, è un costante gioco di equilibrio tra noi e gli altri, tra noi e gli stimoli esterni che ci raggiungono ogni istante: la ricerca su noi stessi non può non coinvolgere anche loro, tanto da permettere di sviluppare le nostre doti empatiche e avere maggiori  capacità di ‘leggere’ le situazioni ed analizzarle. Sicuramente vi sarà molto meno disagio al momento di trovarsi in contesti nuovi: una mente preparata è capace di plasmarsi e adattarsi ovunque.

Conoscere se stessi, conoscere gli altri diventa dunque il principio completo, entro il quale possiamo procedere nel nostro personale percorso di vita, rimanendo a proprio agio col nostro pensiero critico, emotivo e relazionale. D’altronde Socrate affermava: “Una vita non indagata, non è degna di essere vissuta”.

 

AUTORE: Dott. Matteo Astolfi

Dott. Matteo Astolfi

Filosofo dell' Educazione e del Linguaggio Ho frequentato il Dipartimento di Filosofia presso l’Università degli Studi di Firenze seguendo il curriculum di filosofia Teoretica e laureandomi in Filosofia del Linguaggio. Dopo diversi anni di studi e approfondimenti sulla Filosofia della Comunicazione, mi sono laureato con una tesi comparativa tra cultura e filosofia orientale e occidentale. Successivamente mi sono ho seguito il Corso di Perfezionamento presso il Dipartimento di Scienze della Comunicazione e Filosofia nella pratica della Philosophy for Children and Community, titolandomi come Formatore presso il Centro di Ricerca per l’Indagine Filosofica. Lavoro da diversi anni presso alcuni istituti fiorentini (ITT Marco Polo, Liceo Artistico di Porta Romana, I.C. Compagni Carducci) come Educatore per il benessere scolastico e per lo sviluppo del pensiero critico, creativo e valoriale applicando il curriculum Lipman (P4C); ho avuto esperienze di coaching, team building e come formatore docenti in pratiche filosofiche. Sono attualmente membro fondatore dell’Associazione culturale e educativa SiNoDia (che coinvolge psicologi ed educatori scolastici), membro dell’Associazione Aleph.

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