OLTRE L’IMBARAZZO: ADOLESCENTI E SESSUALITA’
LA DIFFICOLTA’ DI PARLARE DI SESSUALITA’ AI FIGLI ADOLESCENTI: NON LASCIAMO NIENTE AL CASO!
LA DIFFICOLTA’ DI PARLARE DI SESSUALITA’ AI FIGLI ADOLESCENTI: NON LASCIAMO NIENTE AL CASO!
La sessualità è una tematica che, se facciamo bene attenzione, è molto presente nella nostra vita: influenza i nostri comportamenti, le relazioni, il nostro corpo dal lato fisiologico fino all’abbigliamento. Purtroppo o per fortuna , dobbiamo farci i conti.
Non possiamo certo fare finta che non esista, o che “prima o poi” i nostri figli sapranno di cosa si parla… Facciamo un respiro profondo, il lavoro di genitore richiede un altro piccolo sforzo!
Fermiamoci a pensare: è stato normale aver insegnato ai propri figli come mangiare, come usare il bagno, apprendere nozioni igieniche, come imparare a stare con gli altri bambini.
Certo, inizialmente il cibo è ovunque meno che nel piatto, togliere il pannolino toglie la serenità, qualche pizzicotto o graffio sembrano essere gli unici modi per farsi valere coi compagni…
Sono insegnamenti che fanno parte dell’essere genitore, non c’è alcun dubbio.
Solo che anche la sessualità lo è.
Facciamo un esempio pratico: i nostri figli, ormai adolescenti, escono con gli amici.
Come genitori siamo sicuri che se usciranno per cena, sapranno come che la pizza va mangiata e non lanciata in aria, che il conto va pagato e non progettare una fuga, ecc.
O che per andare a scuola devono avere con sé il necessario, seguire il programma di studio, e così via. Cose banali, possiamo dire.
Ovviamente i nostri figli sanno come mangiare una pizza, o come si studia per un compito: gli è stato insegnato, non è frutto del caso. Gli è stato insegnato da noi.
Ma siamo sicuri che, se proveranno attrazione per qualcuno, sappiano come comportarsi?
Questa domanda ci aiuta a riflettere, perché la mancanza di informazioni, apre uno scenario in cui da una parte il corpo “comunica” tutta una serie di sensazioni piacevoli, nella mente possono esserci indicazioni vaghe, o mancanti, su come interpretarle.
Senza adeguata comunicazione, e fiducia che non ci siano giudizi sull’argomento da parte di noi genitori, la vergogna e l’imbarazzo possono bloccare un adolescente che non sa come chiedere, come saperne di più.
Mettiamoci nei loro panni… Anzi, ricordiamoci come è stato, per noi!
Qualche spunto per rompere il ghiaccio:
- I nostri figli entrano in contatto molto presto con la sessualità, che lo vogliamo o meno. Niente prosciutto sugli occhi, nel periodo della scuola primaria di secondo grado, o scuola media, sono già in grado di comprendere e parlar di questo tema!
- Hanno già frequentato corsi sull’affettività o sulle emozioni a scuola? Allora iniziamo facendoci descrivere di cosa hanno parlato. Non l’hanno mai frequentato? E’ il momento di richiedere che venga programmato nella sua classe: è un modo per aiutare i ragazzi attraverso il confronto con degli esperti e coi compagni!
- Cerchiamo spunti dalla vita reale, Tv o Social per intavolare il discorso: inizialmente ci sarà imbarazzo, ma mostrerete disponibilità e comunicherete la vostra apertura.Avrete gettato un seme, abbiatene cura e darà i suoi frutti.
- Parlare di cosa significa una relazione, che è fatta di rispetto reciproco, di condivisione, di emozioni provate con quella persona: fate esempi concreti, anche parlando di voi stessi, di come intendete voi l’avere fiducia nell’altro, come si dimostra l’affetto, e così via.
- Tra gli adolescenti i confronti sono continui, su tutto. E’ fondamentale che sulla sessualità i nostri figli sappiano che prima devono pensare a se stessi, e non cedere alle pressioni:SI PUO’ non avere voglia, perché non mi sento a mio agio, e non servono altre spiegazioni.
- Siate sinceri: non inventate storie sulle malattie o sulla gravidanza per terrorizzarli, ma sottolineate l’importanza di avere cura di sé e di proteggersi adeguatamente, sia dalle Malattie Sessualmente Trasmissibili (MTS) che dagli approcci che sentono come indesiderati.
- Se proprio l’argomento imbarazza, attraverso un dialogo sincero e non giudicante cominciamo a parlarne, dando anche spunti su dove i nostri figli possono informarsi, come i consultori gratuiti, e dove potranno da degli esperti ogni informazione. Voi saprete che saranno aiutati, e potrebbe essere un momento in cui potervi confrontare: come è andata, di cosa hanno parlato, ecc.
Se quindi l’imbarazzo vince, il web sembra essere un ottimo modo, anonimo, sia per informarsi sia per ricercare stimoli: la pornografia è più accessibile di quel che si pensa: da Internet alle App, è tutto immediatamente disponibile.
Il mondo del porno sfrutta le fantasie per stimolare la sessualità, ma si riferisce ad un pubblico adulto: un adolescente che conosce la sessualità attraverso di esso, si crea un’idea del sesso e delle relazioni che non rispecchia la realtà: mostrare interesse, provare emozioni, gestire un rifiuto, chiedere il consenso, la contraccezione, le malattie sessualmente trasmissibili ecc, non sono esattamente i contenuti che la pornografia propone per il suo pubblico, perché si presume che gli utenti non siano lì per impararli!
Pensando ai nostri figli, chiediamoci di nuovo:
Ma siamo sicuri che, se proveranno attrazione per qualcuno, sappiano come comportarsi?
Se come genitori deleghiamo la conoscenza della sessualità dei nostri figli ad altri (la scuola, “ma io ricordo di aver imparato tutto dagli amici”, internet, “prima o poi lo capirà”..) stiamo perdendo l’opportunità per essere figure di riferimento per loro, in termini di accettazione e fiducia, e li lasciamo soli nel dover comprendere uno tra i temi più importanti della nostra vita, ciò che ci fa sentire vivi e amati per come siamo, che dà gratificazione e piacere.
Non è facile, iniziare a parlarne, ma li aiuterà a sviluppare una sana sessualità attenta e consapevole, oltre che relazioni significative.
Cerchiamo di abbattere il muro dell’imbarazzo, anche attraverso uno spunto divertente, una campagna di sensibilizzazione del governo neo-zelandese che tratta proprio questo tema con ironia e semplicità.
Video direttamente dal canale YouTube della campagna “Keep it Real”
Buona visione, e ricordiamo: “No Judgements!”
Autore: Dott.ssa Laura Viviani




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