Si avvicina la data di inizio del prossimo anno scolastico e questo accende le preoccupazioni dei genitori. Ai soliti temi legati al rientro, quest’anno si aggiungono nuovi motivi di preoccupazione che riguardano la COVID-19 e la conseguente gestione del rischio sanitario e della frequenza a scuola.
Ma ancora prima di tutto questo, dopo mesi passati lontani da scuola, la prima preoccupazione dei genitori è una: come faremo a rimandare a scuola i bambini dopo tutto questo tempo?
Dopo mesi in cui si sono disabituati ai ritmi e alle ruotine che riguardano la giornata scolastica, come riusciremo a farli svegliare e preparare in tempo per essere a scuola in orario? Come si troveranno in classe, con i compagni, dopo essere stati in compagni dei genitori e dei nonni per tanto tempo?
Il segreto è la routine
È vero, una delle soluzioni che tiene in piedi il delicato equilibrio tra lavoro dei genitori e scuola dei bambini è la routine. Quella regolarità di orari e comportamenti che rende automatici alcuni passaggi e facilita la gestione quotidiana.
Se il genitore è bravo a stabilire una ruotine nel corso dell’anno scolastico, arriverà alle vacanze di Natale con la sensazione di avere più o meno l’organizzazione della giornata sotto controllo. Ma a volte bastano le vacanze di Natale per perdere le “sane vecchie abitudini”.
E allora che succederà adesso, dopo sei mesi di pausa dalla scuola?
Quello che succede è che i bimbi dovranno abituarsi di nuovo alle attività e ai tempi della scuola e i genitori dovranno armarsi di tanta pazienza.
La ricerca scientifica e l’esperienza indicano che ci vogliono almeno due settimane di pratica costante perché una routine sia automatizzata, ossia diventi un’abitudine.
Basteranno due settimane?
I genitori possono cercare di preparare il terreno per fare in modo che il bambino si adatti alle richieste del contesto scolastico senza troppo stress.
- Gestire gli orari
Una prima cosa che progressivamente si può fare è quella di gestire gli orari di sonno, veglia e pasto dei bambini, in modo che siano il più possibile adatti a quelli che dovrà mantenere quando andranno a scuola. Se in questo periodo il bambino ha cominciato a svegliarsi tardi, fare colazione tardi o saltare la colazione in favore del pranzo, e conseguentemente andare più tardi a letto la sera, è il momento di riparare.
Piano piano bisognerà ricominciare a svegliarsi allo stesso orario in cui bisognerà farlo quando sarà ora di andare a scuola, e regolare di conseguenza tutto il resto.
- Riprendere familiarità con i materiali della scuola
Preparare lo zaino, comprare il diario, andare a scegliere il grembiule saranno attività di preparazione che permetteranno al bambino di familiarizzare con l’idea che la scuola sta per ricominciare.
Riguardare i quaderni o i lavoretti dello scorso anno, riparlare delle cose fatte a scuola o degli insegnanti, tutte queste cose renderanno la scuola presente e concreta nella mente del bambino.
- Non passare dalla casa al mare alla scuola
Il bambino dovrà riabituarsi prima al contesto di casa, che è diverso da quello della casa di vacanze o della casa dei nonni, e poi alla scuola. È sempre bene non sovrapporre le due cose e dargli il tempo di gestire prima una e poi l’altra.
- Mettere in conto proteste capricci e cattivi umori
Non sarà facile per i bambini riprendere la scuola. Hanno dovuto interrompere l’anno scolastico scorso senza preavviso e senza saluti, dietro la minaccia di una malattia che a seconda della loro età hanno capito come hanno potuto.
Torneranno e troveranno tutto diverso: classi più gradi, banchi nuovi, stanze usate in modo diverso, mascherine, termometri e gel disinfettante. La scuola per loro è un ambiente familiare, dove trascorrono molto tempo. Fermiamoci a pensare a come si possono sentire nel vederlo completamente trasformato.
- Ascoltare
Ascoltare i bambini, dare loro tempo, aspettare che trovino gli strumenti per raccontare che cosa pensano e come si sentono. Questo sarà fondamentale. Un genitore che capisce come si sente il proprio bambino e di che cosa ha bisogno, riuscirà a rispondere in modo più efficace.
Non sarà facile per nessuno, ma i genitori possono dare sostegno e aiutare i bambini a adattarsi a nuove situazioni e a nuovi contesti.
Muoversi per tempo e predisporre il rientro può aiutare.
Il genitore si sentirà di aver attivamente aiutato il suo bambino a tornare a scuola. In classe se la dovrà cavare da solo, ma a casa ci sarà qualcuno pronto ad ascoltare e a spiegare.
Sarà però molto importante tenere gli occhi aperti per individuare eventuali disagi del bambino o difficoltà nella gestione delle emozioni. Situazioni di difficoltà che non si risolvono entro le prime settimane o il primo mese, comportamenti che non sono “tipici” del bambino, possono richiedere il supporto di un professionista.





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