Porre dei limiti in modo virtuoso
Come promesso vi presento la famiglia 3, ma prima una dovuta va fatta una dovuta premessa:
La vita ci pone dei limiti, insegnare ai nostri figli a gestirli sarà un compito fondamentale in qualità di genitori. In passato la realtà oggettiva poneva molti oggettivi limiti nella vita quotidiana. Pensiamo ad esempio quanto era più complesso:
- Fare una ricerca. Un tempo si doveva andare in biblioteca, cercare i libri giusti e perdere un mucchio di tempo. Oggi con internet è tutto risolto.
- Programmare un viaggio, fra cartine, libri, mappe. Oggi con un navigatore ed uno smartphone hai tutto a portata di mano.
- Organizzare anche un semplice evento con gli amici, con infinite catene telefoniche e la certezza che non avresti coinvolto facilmente tutti. Oggi con una chat WhatsApp di gruppo è tutto fattibile in pochi istanti.
Gli esempi potrebbero essere centinaia. L’aspetto positivo della situazione attuale è che oggi è veramente tutto a portata di mano. L’aspetto negativo invece … beh, che tutto è portata di mano. Non c’è più bisogno di ingegnarsi ore (ed infiniti confronti con gli amici) per entrare in contatto con la persona che ci piace; magari inventando improbabili strategie per evitare il padre possessivo e la mamma sospettosa!
Il fatto che tutto sia più facile ed immediato non è un fattore privo di conseguenze: il cervello si ingegna meno e ci sono molti meno limiti che l’ambiente ci pone. Potremmo dire che “tutto è a portata di click”
Un tempo ci pensava la realtà ad insegnare i paletti, oggi dobbiamo essere noi genitori a farlo! Dovranno quindi essere posti dei limiti, adeguati, stabiliti assieme, comunicati e spiegati. In questo caso la frustrazione sarà quindi graduale e digeribile. La capacità di gestire la frustrazione è infatti un passo fondamentale nello sviluppo di un adulto responsabile; sarà quindi fondamentale che l’adolescente familiarizzi con essa imparando a gestirla virtuosamente.
I limiti producono frustrazione, ciò è ovvio, ma è veramente così negativo percepirsi frustrati? Molti di noi non amano questo stato psicologico ma normalmente non teniamo conto che una corretta gestione della frustrazione è fondamentale per una vita appagante!
- Tutti noi vorremmo una reggia come dimora, se tuttavia avremo una buona gestione della frustrazione saremo felici anche nel nostro appartamento.
- Ci piacerebbe mangiarci intere barrette di cioccolata, ma una buona gestione della frustrazione ci farà godere anche solo due cubetti!
- Ci piacerebbe sicuramente fare tre mesi di vacanza in giro per il mondo, ma non avendo la possibilità economica di farlo una buona gestione della frustrazione ci renderà felici anche sulle spiagge dell’Isola del Giglio!
Essere eccessivi con i limiti non aiuta certo i ragazzi, come non lo è essere eccessivamente lassi. Come potremmo quindi mantenerci in una virtuosa via di mezzo che non traumatizzi nessuno? Vorrei che ci fosse una formula prestabilita per farlo, ma purtroppo la realtà è complessa e deve tener conto delle varie contingenze. Ci sono tuttavia delle buone regole da seguire per “alfabetizzare” i nostri ragazzi alla frustrazione.
- I limiti devono essere sempre motivati. In caso contrario i ragazzi non capiranno la motivazione di certe limitazioni e non ci sarà un apprendimento ragionato.
- I paletti dovranno essere mantenuti indipendentemente dalle proteste. Altrimenti i ragazzi impareranno che alzando la voce o facendo scene degne di una tragedia greca ottengono ciò che vogliono nella vita.
- I limiti dovranno essere scelti da entrambi i genitori. Altrimenti il ragazzo imparerà a chiedere la cosa giusta, nel momento giusto, al genitore giusto. In altre parole che tramite la manipolazione si può ottenere ciò che si vuole nella vita. (creeremo un meraviglioso furbetto del quartierino).
- Per carità … che siano limiti sensati e tarati sull’età dell’adolescente!
I ragazzi hanno bisogno di limiti per strutturare una personalità virtuosa. Se non ne avranno si sentiranno spersi… esatto, gli adolescenti hanno bisogno di barriere da abbattere.
Concludo con una puntualizzazione. Non aspettiamoci ringraziamenti! In famiglia ciascuno ha il suo ruolo: noi abbiamo quello dei rompiscatole che pongono limiti stupidi e che tarpano le ali, i ragazzi hanno quello di contestare i limiti che poniamo loro.
Nel lungo periodo questo nostro comportamento avrà dei frutti, ma adesso capisco che sia solo un gran rompimento di scatole. Mettiamola così: un giorno lontano, quando berremo una birra assieme ai nostri figli ormai grandi, potrebbero anche guardarci negli occhi e dirci teneramente “grazie” … ma prima di allora di certo no!
Vi invito a seguire il sito che approfondirà ulteriormente il tema e ovviamente … rimango a disposizione per ogni chiarimento!
AUTORE: Dott. Matteo Marini




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