Bambini che fanno i capricci: 3 consigli per gestire la situazione
Quando la mia bambina inizia un capriccio mentre siamo in giro, e siamo in mezzo ad altre persone, io mi vorrei andare a nascondere. Tutti ti guardano con l’aria di chi dice “la faccia smettere” e io mi sento giudicata, come se non sapessi gestire mia figlia, anche se so che quando si comporta così la devo solo lasciare sfogare.
I bambini che manifestano in modo plateale il loro dissenso, con pianti e urla, creano una situazione che è difficile da gestire per il genitore e per eventuali altri osservatori. Non tutti i genitori si sentono come la mamma di cui ho riportato la testimonianza. Alcuni si arrabbiano, altri cercano di dimostrare che sono in controllo del proprio bambino, altri offrono mille distrazioni per cercare di distogliere l’attenzione dall’oggetto del capriccio. In generale, tutti i genitori cercano di intervenire subito e tamponare la situazione, ma la difficoltà sta nel trovare il giusto equilibrio tra placare il bambino e non compromettere una scelta educativa.

Che cosa fare con il bambino che piange perché vuole il gelato ad un orario in cui i suoi genitori hanno deciso che non lo può mangiare? Lui sta piangendo davanti alla gelateria, in mezzo a tutti quelli che stanno gustando il loro gelato o aspettano di farlo. La mamma e il papà hanno provato a spiegargli la questione dell’orario, ma lui non ne vuole sapere di smettere e tutti quelli che passano li stanno guardando. Comprargli il gelato e dargliela vinta? Non comprargli il gelato e aspettare che il capriccio passi lasciandolo piangere davanti alla gelateria? Portarlo a casa?
Queste sono le scelte quotidiane di un genitore, i momenti in cui una scelta semplice può fare una grande differenza e, soprattutto, creare un precedente. Il precedente sarà il “terribile” punto di riferimento che condizionerà l’interazione tra il bambino e il genitore tutte le volte in cui, in futuro, si ripresenterà la stessa situazione.
Bisogna allora essere lucidi, saper leggere la situazione e provare a rispondere in modo coerente.
Quello che chiamiamo comunemente capriccio, altro non è che la manifestazione comportamentale di dissenso da parte di un bambino. È uno dei modi che i bambini hanno per esprimere un messaggio. Potrebbero farlo in altri modi, anche in considerazione dell’età e delle capacità espressive del bambino, ma la manifestazione di uno stato d’animo attraverso il comportamento è la forma più basica di espressione. I bambini sono programmati a farlo fin dalla culla e, anche se crescendo hanno sviluppato modalità di comunicazione diverse, e più funzionali, in situazioni critiche possono inconsapevolmente ritornare ad utilizzare la collaudata modalità del capriccio.
In fin dei conti, quanti adulti conosciamo che ogni tanto si lasciano sfuggire un bel capriccio… Non urlano e piangono, ma a ben guardare… sempre di capricci si tratta!
Come un vero e proprio messaggio, il capriccio va letto e contestualizzato. Bisogna andare al di là della richiesta diretta (“voglio il gelato”) ma leggere la situazione, e capire che ruolo giocano tutti i protagonisti coinvolti.
Ecco alcuni consigli che possono essere di aiuto.
- Leggere il capriccio
Il genitore deve rapidamente ripercorrere la situazione: capire in che momento della giornata si è verificato il capriccio e che cosa è successo prima, interpretare lo stato d’animo del bambino e il suo livello di benessere fisico. Nella più classica delle situazioni i capricci si verificano quando il bambino è stanco, quando ha fame o sonno, quando è nervoso o frustrato per qualche motivo. Riconoscere se e quando il bambino è in un momento di particolare criticità, aiuterà a leggere il capriccio al di là della semplice richiesta diretta avanzata. Questo offre una prima indicazione per gestire la situazione in modo più adeguato. Riconoscendo ad esempio che il bambino ha fame o sonno, possiamo evitare di accondiscendere ad una richiesta su cui non siamo d’accordo, ma invece proporre un’alternativa più funzionale dal punto di vista educativo.
- Controllare la propria reazione
In genere il momento del capriccio è gestito come una situazione di emergenza alla quale bisogna rispondere subito. Rimandare la gestione del comportamento ad un altro momento con i bambini non funziona, perché si perde il riferimento all’evento e per loro il tutto perde di significato. Dire “Ora ti accontento, ma poi ne riparliamo a casa” viene recepito del bambino come “Ora ti accontento”, e la parte della frase che ha il maggior impatto educativo viene persa.
Il genitore deve allora chiedersi che cosa gli viene d’istinto di fare e che tipo di conseguenze il suo comportamento può avere su quello del bambino. Se il bambino ottiene quello che vuole, allora apprenderà attraverso l’esperienza che il capriccio è per lui un mezzo per ottenere un risultato e userà questo strumento come e quando preferisce, anche a scapito di sviluppare capacità più evolute per comunicare e soddisfare le proprie richieste concordandole con gli altri.
- Prevenire i capricci
Imparare a conoscere il proprio bambino farà sì che i genitori non si lasceranno cogliere impreparati dai capricci. Osservando il comportamento del bambino, mamma e papà potranno capire quando è più probabile che i capricci si verificheranno: in quale situazione, in quale momento della giornata, in presenza di quali persone, in relazione a quali elementi specifici ecc. Queste informazioni aiuteranno il genitore nel cercare di prevenire il capriccio. Potranno agire attivamente per evitare di creare la situazione in cui è più probabile che il bambino manifesti quel tipo di comportamento.
Forse quanto suggerito può sembrare macchinoso, ma in realtà altro non è che un modo per guardare le cose con occhi diversi. Tutti si lamentano dei capricci dei propri figli e raccontano ad altri gli episodi più gravi. Basta allargare l’ottica, provare a pensare al prima e al dopo, e includere nell’osservazione anche il comportamento del genitore stesso, perché è l’elemento chiave che può intervenire e modificare l’esito di quella situazione.
I genitori che provano ad osservare e gestire il comportamento dei propri figli in questo modo si sentono in genere meno sopraffatti e colti alla sprovvista dai capricci dei bambini e riescono a sentirsi più in controllo nel loro ruolo di genitori. Con i figli non guasta mai!
Detto questo, non sempre i capricci si possono gestire in questo modo. Ogni tanto la situazione non consente questa lucidità e questa capacità di analisi, ed è normale che le cose sfuggano di mano. L’importante è provare a farlo quando ce n’è la possibilità.





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