Capire chi siamo: un problema utile
Lo sviluppo dei ragazzi si fonda sulla capacità di mettere in discussione le proprie certezze, i propri principi e i propri criteri: prima o poi, infatti, questi finiranno per cozzare con le tante situazioni e i contesti in cui vengono applicati, tra scuola, tempo libero, conoscenze reali o digitali.
Cambiare, però, non è affatto facile: ci sentiamo al sicuro riparati dietro ai nostri solidi principi inattaccabili, dietro alle nostre opinioni ben radicate e certamente non ci fidiamo delle novità delle quali non conosciamo tutte le conseguenze. Preferiamo rimanere arroccati in un pensiero rigido e rischiamo di non accorgerci quanto sia importante evolverci.
“Cosa vorresti fare da grande?”
La mancanza di apertura al cambiamento crea un grande ostacolo al processo di crescita dei ragazzi: la mancanza di consapevolezza/conoscenza di sé.
Un buon esempio per spiegare di cosa si tratti è la situazione in cui i ragazzi non sanno rispondere alla domanda: “cosa vorresti fare da grande?”.
La risposta a questa domanda, lungi dall’essere una risposta definitiva, dovrebbe fare appello ai ragionamenti, all’immaginazione, ai desideri di benessere e realizzazione dei ragazzi: rimaniamo sempre un po’ spiazzati quando, pur insistendo, affermano di non saper rispondere.
Se conosci te stesso puoi conoscere il mondo
Per abitare questo mondo è importante, prima di tutto, conoscere se stessi.
Si tratta di un vero e proprio atteggiamento che può accompagnarci tutta la vita, come diceva il filosofo greco Socrate circa 2500 anni fa, rendendola assai più ricca e virtuosa.
La domanda: facile da utilizzare, grossi vantaggi!
Per metterlo in atto, è importante utilizzare un strumento molto semplice: la domanda. La domanda serve per l’appunto a mettere in discussione ciò che in un momento ci risulta certo e inattaccabile…senza tuttavia abbandonarlo del tutto, innescando sempre nuove riflessioni.
Le domande su noi stessi ci consentono, in sintesi:
- di vedere noi stessi da altri punti di vista;
- di cambiare opinione in merito alle nostre idee, criteri, giudizi, etc…;
- nonostante tutto decidere, con il supporto di questi nuovi ragionamenti, di non variare alcunché;
Tutti quei perché?, come mai?, per quale ragione? connessi ai nostri giudizi sono importantissimi! La domanda, per sua stessa definizione, ricercano qualcosa che ancora non conosciamo, qualcosa di nuovo: dovremmo insegnare ai ragazzi a non aver paura di ciò che non si conosce e abituarli a ri-scoprire costantemente il proprio modo di ragionare, di percepire e dare un senso alle emozioni, di vivere le relazioni con gli altri. Il risultato di questo esercizio costante, proprio come nello sport, è lo sviluppo di una solida base dalla quale i ragazzi possano riuscire a crescere costantemente, sviluppando criticamente approcci sempre più maturi.
Il risultato? Un po’ di sano benessere!
Vivere il mondo, ricordiamolo, è un costante gioco di equilibrio tra noi e gli altri, tra noi e gli stimoli esterni che ci raggiungono ogni istante: la ricerca su noi stessi non può non coinvolgere anche loro, tanto da permettere di sviluppare le nostre doti empatiche e avere maggiori capacità di ‘leggere’ le situazioni ed analizzarle. Sicuramente vi sarà molto meno disagio al momento di trovarsi in contesti nuovi: una mente preparata è capace di plasmarsi e adattarsi ovunque.
Conoscere se stessi, conoscere gli altri diventa dunque il principio completo, entro il quale possiamo procedere nel nostro personale percorso di vita, rimanendo a proprio agio col nostro pensiero critico, emotivo e relazionale. D’altronde Socrate affermava: “Una vita non indagata, non è degna di essere vissuta”.
AUTORE: Dott. Matteo Astolfi





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