“Ho paura che mi venga un attacco di panico ed evito di uscire di casa”
“Non so cosa mi sia successo, ero a cena con alcuni amici e a un certo punto ho avuto come la sensazione di soffocare, mi è presa la sudarella e sentivo le gambe come fossero di burro. Mi sono fatta portare al pronto soccorso, ero convinta che sarei morta di infarto o di ictus. Mi hanno rivoltata come un calzino ma sono sana come un pesce”.
Probabilmente ci troviamo di fronte a un attacco di panico. Spesso, quest’ultimo viene confuso con l’ansia acuta. In entrambi i casi l’ansia è alla base del malessere ma mentre nell’ansia acuta, per la persona è chiara quale sia la causa scatenante (es. parlare in pubblico, un’interrogazione, incontrare un ex ecc), l’attacco di panico arriva come un fulmine a ciel sereno mentre si tanno svolgendo normali attività della vita quotidiana.
Gli attacchi di panico sono, quindi, sensazioni di paura intensa e crescente ansia che si verificano senza un motivo apparente.
I sintomi tipici attacco di panico 
Palpitazioni, cardiopalmo o tachicardia.
Sudorazione.
Tremori fini o grandi scosse.
Dispnea o sensazione di soffocamento.
Sensazione di asfissia.
Dolore o fastidio al petto.
Nausea o disturbi addominali.
Sensazione di vertigine, instabilità, “testa leggera” o svenimento.
Brividi o vampate di calore.
Sensazione di torpore o formicolio agli arti
Derealizzazione (sensazione di essere fuori dalla realtà) o depersonalizzazione (sensazione di essere distaccati dal proprio corpo, come vedersi dall’esterno).
Paura di perdere il controllo o paura di “impazzire”
Paura di morire
Cause attacco di panico
Alla base di un attacco di panico possono esserci diverse cause che spesso hanno a che fare con la componente emotiva. La persona può aver vissuto un periodo di stress prolungato; può essersi a lungo sentita intrappolata in una situazione sgradevole in cui ha cercato di tener duro (ad esempio un matrimonio insoddisfacente o una condizione lavorativa stressante). Una situazione di tensione prolungata può però mettere fortemente alla prova il sistema psicofisico individuale.
Altre cause possono essere legate alla storia di vita personale quando, per mille ragioni, alcune emozioni sono state ignorate. Ad esempio, Giulia (nome di fantasia) aveva perso il padre quando era molto giovane. Proveniva da una famiglia povera e aveva imparato molto presto a badare a sé stessa. Riuscì a laurearsi brillantemente trovando subito un lavoro. Tuttavia, arrivò poi il primo attacco di panico. Nel lavoro di terapia emerse che gli attacchi di panico arrivavano nelle situazioni in cui temeva di non avere il controllo. Per tutta la vita aveva imparato che avere sempre una soluzione era l’unico modo per sopravvivere. Un’altra donna ebbe il primo attacco di panico alla guida in autostrada. Dalla storia di vita emerse un’infanzia di solitudine caratterizzata da genitori costantemente in conflitto. Sognava di scappare da quella famiglia ma era troppo piccola per farlo; riuscì ad andarsene quando aveva 20 anni. Gli attacchi di panico venivano quando sentiva di non avere vie d’uscita.
Conseguenze attacco di panico
Sebbene la paura di morire sia una delle paure più frequenti di chi soffre di attacchi di panico, non si muore di ansia e nemmeno di panico. Le conseguenze più gravi sono forse quelle legate ai comportamenti di evitamento. Ad esempio, se l’attacco di panico si è presentato alla guida, la persona potrebbe scegliere di non guidare più da sola oppure se si manifestasse in un negozio, la potrebbe evitare di andare a fare la spesa o uscire da sola. In questo modo la vita e l’autonomia della persona possono risultare fortemente compromesse.
Come gestire gli attacchi di panico
Sebbene la strada per uscirne sia riconducibile a trattamenti specifici (es. psicoterapia talvolta con ausilio di farmaci e/o altre pratiche come mindfulness), possono essere tenute a mente alcune tecniche per gestirli:
- Se si ha già avuto un attacco di panico, ricordare i sintomi. Il problema, infatti, è che spesso i sintomi dell’attacco di panico vengono scambiati per qualcosa di grave aumentando i livelli di paura e quindi aggravando i sintomi. Imparando ad associare i sintomi all’attacco di panico, e quindi a qualcosa di non grave, si interrompe il ciclo della paura rendendo la risoluzione più rapida.
- Mettersi in una condizione di tranquillità (se accade in strada, spostarsi in un punto tranquillo)
- Parlare con qualcuno per distrarsi
- Camminare lentamente per scaricare la tensione
- Inspirare lentamente con il naso ed espirare con la bocca in modo da indurre la riduzione dei battiti del cuore.
Ricordate che di attacchi di panico non solo non si muore ma possono essere trattati con successo. Le cure farmacologiche possono essere di aiuto; tuttavia se la causa è di natura psicologica è necessario intraprendere un percorso specifico altrimenti il rischio è quello che gli attacchi di panico si plachino ma emerga qualche altro tipo di disagio.
Autore: Dott.ssa Luisa Fossati





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