QUELLO CHE LE MAMME NON DICONO
La maternità e la neo-genitorialità sono esperienze complesse ricche di sfumature. Tra le tante emozioni che una madre può immaginare di provare in questo periodo, la rabbia è l’ultima a cui si possa pensare …. ma non è proprio così …..almeno per me non lo è stato!
Eh sì perché ai corsi preparto ti raccontano di quanto splendida e idilliaca sia la maternità, di tutti i possibili cambiamenti fisiologici, ma nessuno ti parla della possibilità che tu possa provare sentimenti ostili verso questa nuova condizione e nei confronti di quell’esserino che tanto hai desiderato.
Penso che sia un tema delicato, complesso e ricco di sfaccettature, di cui si parla troppo poco.
Questo articolo nasce con l’obiettivo di aprire un dialogo sulla rabbia delle mamme.
Cos’è la rabbia?
La rabbia è un sentimento primordiale, innato, determinato dall’istinto di difendersi per la sopravvivenza nell’ambiente in cui ci troviamo, nasce quindi con una funzione adattiva.
E’ un’emozione che manifestiamo tutti grandi e piccini con l’unica differenza che ci si aspetta che un adulto abbia raggiunto un certo grado di gestione di questa emozione, che gli permetta di avere un comportamento civile con gli altri e una funzione “regolatrice” per le emozioni dei piccoli, che in maniera del tutto spontanea potranno esprimere la rabbia anche in maniera esplosiva, li avete visti?!
Perché non possiamo ammettere a noi stesse e agli altri queste sensazioni?
La cultura ha condizionato il nostro modo di vivere le emozioni, non solo modellando o appiattendo la nostra sfera emozionale, ma ha dato alla rabbia una connotazione esclusivamente negativa.
Lo stereotipo della madre perfetta, senza sentimenti di ostilità è una di queste.
La madre “sufficientemente buona”
Donald Winnicot, pediatra e psicoanalista britannico ha “demolito” la figura della madre dispensatrice di cura e amore senza distrazioni o lacune, facendo emergere una madre imperfetta, ma affettivamente presente.
Accettare le proprie caratteristiche e difficoltà, può condurre alla consapevolezza di stati ed emozioni che in quel momento sembrano inaccettabili.
Che succede se copriamo e la mascheriamo ancora la rabbia che abbiamo dentro?
Bhè succede che ad un certo punto potrebbe esplodere e diventare pericolosa, succede che cominciamo ad averne paura e a temere di perdere il controllo.
Mi sento impotente di fronte a questa emozione e al mio bambino
“ho degli scatti d’ira e inizio ad avere una paura folle di me stessa..” ”Non mi era mai successo … e ora sto esplodendo” , ”avvolte mi attraversano pensieri orribili..” .
Paura, pensieri distruttivi, timore del giudizio, sensazione d’impotenza sono tra i vissuti più comuni che una mamma può provare in una situazione di vulnerabilità come è l’esperienza della maternità.
Mamma non ti spaventare non sei sbagliata o esagerata, hai bisogno di supporto e di dar voce a ciò che stai provando!
Ogni emozione negativa nella relazione madre-bambino è come se fosse diventata inconfessabile, incastrando la neo-mamma in una gabbia emotiva da cui sente di non poter uscire.
Cosa posso fare?
Prima di tutto è importante riconoscere che un pensiero distruttivo non equivale necessariamente ad un agito aggressivo. L’agito emerge nel momento in cui il pensiero distruttivo viene rinchiuso in quella gabbia di solitudine rendendolo così non esprimibile e condivisibile. Quindi per prima cosa parlane!
- Prova a parlarne con altre mamme, chiaramente non chiunque, ma con quelle sulla stessa “lunghezza d’onda”, con coloro che riescono a percepire la rabbia. Scoprirai di non essere sola, che i sentimenti che provi sono più comuni di quanto pensi, legittimata in ciò che senti.
- Se sono presenti dei pensieri distruttivi contatta uno psicologo. Sarà in grado di accogliere questi pensieri e ciò che provi. Non preoccuparti non sei “pazza”, ma hai bisogno di qualcuno di competente che ti ascolti. Chiedere aiuto ha un valore protettivo sia nei confronti della madre che del bambino, legittimare questo sentimento ti permetterà di dare un senso a quello che ti sta accadendo.
- Delega un po’ e prenditi del tempo. Avvolte ci incastriamo in un loop tra fare troppo e arrabbiarsi di non riuscire a far tutto. Ecco forse è arrivato il momento di allentare un po’ quella pressione per non arrivare all’esplosione. Prova a crearti nuovi spazi di “benessere” psicofisico, con attività piacevoli e di scarico.
Cara mamma la vita è fatta di sintonizzazioni e di rotture, riuscire ad entrare nella propria rabbia accogliendola ci permette di poter accedere a quel processo meraviglioso della riparazione.
Se una madre può rappresentare i propri stati interni accogliendoli e legittimandoli così potrà fare per il suo bambino insegnandoli ad accogliere e gestire le proprie emozioni senza averne paura.
Quindi mamma non aspettare se ti senti così, quello che provi è normale puoi condividerlo!
AUTORE: Dott.ssa Stefania Pelagotti
mamma – psicologa -specializzanda in psicoterapia





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